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Il Parco

Il Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, uno dei più grandi e affascinanti parchi costieri d’Italia, racchiude un patrimonio unico di storia, paesaggio e biodiversità, modellato nei secoli dal rapporto complesso tra uomo e ambiente. Si sviluppa su oltre 23.000 ettari di territorio, a cui si aggiungono circa 9.000 ettari dell’area marina protetta delle Secche della Meloria, offrendo un patrimonio naturalistico unico tra mare, foreste e zone umide.
Le sue grandi tenute storiche: Migliarino, Tombolo, Coltano e San Rossore, insieme alla Macchia Lucchese e al Lago di Massaciuccoli, raccontano una lunga vicenda di bonifiche, foreste, riserve nobiliari e oggi di turismo naturalistico sostenibile.

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La Tenuta di San Rossore: riserva medicea, reale e cuore del Parco

La Tenuta di San Rossore è il fulcro storico e simbolico del Parco. Frequentata dall’uomo fin dal Neolitico, divenne nel Cinquecento una vasta riserva medicea, poi lorenese e infine reale, destinata alla caccia, all’allevamento e allo svago dei sovrani.

Qui si concentrarono secoli di interventi idraulici per il controllo dell’Arno e delle acque interne, oltre a una gestione forestale attenta che ha permesso la conservazione di boschi planiziali, pinete, zone umide e dune costiere. Durante il periodo sabaudo San Rossore visse la sua epoca più splendida, diventando anche un centro di eccellenza per l’allevamento dei cavalli.

Dopo la seconda guerra mondiale e il passaggio alla Regione Toscana, la Tenuta è stata progressivamente aperta al pubblico ed è oggi il principale polo di visita del Parco, con centri visita, ippodromo, percorsi guidati a piedi, in bici, a cavallo e in trenino.

Daini nella Tenuta di San Rossore

Tenuta di Migliarino: dalla Selva Palatina al parco costiero

La Tenuta di Migliarino, estesa lungo il litorale tra la foce del Serchio e il confine storico tra Lucca e Pisa, coincide in gran parte con l’antica Selva Palatina, vasta foresta costiera citata già in epoca medievale. Un ambiente difficile e malsano, caratterizzato da paludi, dune e boschi di macchia mediterranea, che tuttavia costituì per secoli una risorsa economica fondamentale per le comunità locali grazie ai diritti di pascolo, caccia e raccolta del legname.

Dal XII secolo il territorio fu diviso tra la Chiesa pisana e la famiglia Orlandi, la cui storia è legata alla celebre leggenda del serpente di Migliarino. Nel 1521 la Tenuta entrò stabilmente nell’orbita della famiglia Salviati, che ne unificò la proprietà e ne fece una delle più estese tenute litoranee della Toscana.

 

Tra XVIII e XIX secolo, con le bonifiche, la costruzione di torri costiere e soprattutto con il grande intervento forestale ottocentesco diretto da Keller, Migliarino assunse l’aspetto attuale: ampie pinete di pino domestico, viali rettilinei, canali e poderi agricoli.

Oggi la Tenuta di Migliarino è un modello di conservazione del paesaggio costiero, con accessi regolamentati al mare e un’offerta turistica basata su escursioni guidate, percorsi naturalistici e ciclabili, oltre alla spiaggia naturale di Marina di Vecchiano, una delle più integre della Toscana.

Macchia Lucchese e Lago di Massaciuccoli: acque, bonifiche e cultura

Il settore settentrionale del Parco, comprendente la Macchia Lucchese e il Lago di Massaciuccoli, è stato per secoli dominato dalle acque e dalla malaria. Dall’età romana fino al Settecento, numerosi tentativi di bonifica cercarono di separare le acque dolci da quelle salmastre, culminando con gli interventi illuminati di Bernardino Zendrini e le grandi bonifiche meccaniche del Novecento.

Oggi il Lago di Massaciuccoli è una delle aree umide più importanti d’Italia, nota anche per il legame con Giacomo Puccini, e offre percorsi naturalistici, visite in battello, oasi faunistiche e itinerari culturali tra borghi storici e paesaggi lacustri.

Oasi di Massaciuccoli

Tenuta di Tombolo: antichi porti, macchia mediterranea e turismo balneare

La Tenuta di Tombolo, compresa tra l’Arno e lo Scolmatore, ha avuto fin dall’antichità una forte vocazione marittima. In epoca romana e medievale ospitava un importante scalo portuale pisano, poi scomparso a causa dell’interramento progressivo della costa, fenomeno che contribuì alla nascita del porto di Livorno.

 

Per secoli proprietà della Mensa Arcivescovile di Pisa, Tombolo rimase in gran parte coperta da macchia mediterranea e zone umide, senza le profonde trasformazioni impresse altrove dalle famiglie fiorentine. Solo dopo l’Unità d’Italia e l’esproprio ecclesiastico iniziarono interventi di bonifica, rimboschimento e infrastrutturazione.

Tra fine Ottocento e Novecento nacquero Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone, esempi significativi di urbanistica balneare italiana, affiancati dalle colonie marine e, successivamente, dalle grandi strutture turistiche.

Oggi Tombolo è il settore più antropizzato del Parco, dove spiagge attrezzate, alberghi, campeggi e percorsi ciclopedonali convivono con pinete storiche e aree naturali tutelate.

Dune di Calambrone

Tenuta di Coltano: paludi, Medici e bonifiche del Novecento

La Tenuta di Coltano, situata nell’entroterra, rappresenta uno degli esempi più emblematici di trasformazione del paesaggio toscano. Anticamente occupata da una vasta palude che si estendeva fino alle porte di Pisa, fu abitata fin dalla preistoria e organizzata in epoca romana grazie a sofisticati sistemi idraulici.

Nel Cinquecento, con l’unificazione delle proprietà medicee voluta da Cosimo I, Coltano divenne una grande tenuta destinata prevalentemente alla caccia, al pascolo e allo sfruttamento delle acque. Qui sorsero il Palazzo Mediceo e il primo tracciato del Canale dei Navicelli, infrastruttura fondamentale per i collegamenti tra Pisa e il mare.

La svolta definitiva avvenne nel Novecento, quando le grandi bonifiche dell’Opera Nazionale Combattenti prosciugarono le paludi e crearono l’attuale paesaggio agricolo, con poderi, case coloniche e una rete capillare di canali.

Oggi Coltano è un territorio rurale di grande interesse storico e ambientale, ideale per itinerari cicloturistici, visite guidate e percorsi tra agricoltura, natura e archeologia industriale.